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Estratti del registro delle esecuzioni: dal 1° gennaio 2019 stop alle vessazioni e agli abusi

29 nov 2018

L’attuale legge sull’esecuzione e sul fallimento spalanca le porte all’arbitrio e alle vessazioni. Il Consiglio federale pone fine a questa situazione con una revisione della legge a decorrere dal 1° gennaio 2019. Con l’entrata in vigore della modifica, le persone escusse in modo ingiustificato dispongono degli strumenti per tutelarsi e il sistema, dal canto suo, non consente più azioni arbitrarie. In questo articolo scoprite come potete difendervi dalle esecuzioni ingiustificate.

L’incubo: un’esecuzione. Un’iscrizione nel registro delle esecuzioni può facilmente compromettere del tutto, o in parte, la ricerca di un alloggio, di un posto di lavoro oppure l’accesso a un credito. Avviare un’esecuzione è peraltro molto semplice e poco costoso. Basta compilare un modulo e pagare qualche franco. Non occorre nemmeno provare l’esistenza del debito.

Non sorprende quindi che alcune esecuzioni siano ingiustificate. Restano addirittura iscritte nel registro per 5 anni, anche se viene interposta opposizione.

Come difendersi dalle esecuzioni ingiustificate

Sebbene le esecuzioni ingiustificate costituiscano un’eccezione, non mancano le persone che a causa di tali procedure subiscono un pregiudizio notevole. Il 1° gennaio 2019 segna dunque l’inizio di una nuova era.

Ecco come dovete procedere per tutelarvi dalle esecuzioni ingiustificate.

  • Se ricevete un’esecuzione ingiustificata, avete 10 giorni di tempo per contestare il credito, interponendo opposizione presso l’ufficio d’esecuzione.
  • Dopo 3 mesi dalla notificazione del precetto esecutivo, presentate all’ufficio d’esecuzione la richiesta di non dare più informazioni a terzi su tale esecuzione.
  • Non appena inoltrate la richiesta, per il creditore scatta un termine di 20 giorni entro il quale deve dimostrare di aver tempestivamente avviato una procedura di eliminazione dell’opposizione. Se il creditore non fornisce tale prova, l’iscrizione nel registro delle esecuzioni non sarà più visibile a terzi.

La nuova legge tutela però ulteriormente gli interessi della persona escussa. È infatti previsto un termine di 10 giorni entro il quale il precettato può esigere dal creditore una prova dettagliata del presunto debito.

Se il debito non sussiste, è stato estinto o se su tale debito è stata concessa una dilazione, grazie alla modifica della legge è possibile chiedere un accertamento da parte del tribunale. In caso di sentenza positiva, l’ufficio d’esecuzione annulla l’esecuzione o non fornisce più alcuna informazione a terzi.

Panoramica delle modifiche

Art. 8a cpv. 3 lett. d LEF

Per i terzi, il diritto di consultazione nel registro delle esecuzioni è limitato. Dopo un termine di tre mesi, la persona escussa può richiedere all’ufficio d’esecuzione di impartire al creditore istante un termine di 20 giorni per fornire la prova di aver avviato una procedura di eliminazione dell’opposizione.

Art. 73 LEF

La persona escussa ha il diritto di richiedere in ogni tempo la presentazione dei mezzi di prova concernenti la pretesa unitamente a una panoramica di tutte le (presunte) pretese scadute del creditore istante.

Art. 85a cpv. 1 LEF

A prescindere da un’opposizione, la persona escussa ha il diritto di domandare in ogni tempo al tribunale l’accertamento dell’inesistenza del debito.

Attualmente i circa 500 uffici d’esecuzione in Svizzera stanno riprogrammando le loro soluzioni informatiche. La revisione entrerà definitivamente in vigore non appena tutto sarà pienamente operativo.

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